Cala il silenzio. E non so più cosa dire. Dopo quelle frasi di circostanza che si ripetono metodicamente ogni volta che ci si rivede, il silenzio si tuffa irrimediabilmete tra di noi. Vorrei dire tanto in realtà. Vorrei discutere in realtà. Vorrei che potessimo sforzarci a condividere qualcosa, visto che la vita ci ha voluto appoggiare relativamente vicini l'uno all'altra. E mi vergogno del mio disagio. Mi vergogno di non saper accettarti per come sei. Ma il momento dopo invece, mi incazzo, mi agito, perchè penso che fin dall'inizio non hai fatto nulla nemmeno tu per provare ad allargare la tua mente. Bè, allora ci provo io. Tento un approccio, un discorso, uno scambio di opinioni. E inesorabilemente i tuoi occhi piombano nello sconforto e nel grigiore, livido come il cielo d'inverno. Le solite risposte, prive di qualsiasi argomentazione, mi lasciano un amaro in bocca, quel sapore di sconfitta, di apatia. E allora mi viene da piangere. Mi viene da urlarti in faccia che se io ho perso, tu non hai di certo vinto. Che se io ho le mie colpe, tu hai le tue. Che le mie cadute sono le tue cadute.
Ma invece non urlo nulla. Rispondo con un va bene, distolgo lo sguardo e torno al computer.
Arriverà il momento che le occasioni saranno finite. E allora non si potrà fare nulla per recuperare qualcosa che forse non c'è mai stato.
3 commenti:
Allora fai conto che l'abbia scritto qui:)
baci grandi
Parente stretta ?
@ spleahh: grazie per il consiglio ;) forse un giorno riuscirò ad abbattere anche questa barriera. baci anche a te
@ cercasogni: uhmm.. non ho specificato per ascoltare i pareri più diversi su un rapporto difficile di comunicazione. Se specificassi chi è, sono sicura che ne scaturirebbero i soliti consigli e le solite frasi fatte, di cui non me ne farei nulla. Ovvio che è una persona vicina. un abbraccio
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