sabato 24 maggio 2008

Il Limoncè

Le parole mi scivolano via addosso, così come il Limoncè scivola sui bicchieri a fiumi. La discussione finisce su Dio, poi verte sulla logica e Socrate. Più Limoncè. Gesù e la fede. Ancora Limoncè, thank you. E' tutto un groviglio di pensieri, ognuno a cercare di provare il suo punto. E poi alla fine, nessuno può in assoluto provare niente e allo stesso tempo provare che il contrario è falso. Puoi per logica e per Limoncè forza maggiore, arrivare ad un buon punto e provare la tua tesi, ma poi non riesci mai a raggiungere il 100% di sicurezza che gli altri sbagliano. E quando ti accorgi che tutto quello che hai sempre creduto vero, garantito, took it for granted, now ti risulta essere un po' sfumato, blurry direi, cioè ti rendi conto che non è poi così granted, così scontato, è allora che riprendi in mano il Limoncè e ti dici "fuck it, i'll have another one". Perchè è allora che ti manca la terra sotto i piedi, che non è bello scoprire che i tuoi punti saldi non sono saldi per niente. Che basta un po' di Limoncè e un paio di smart people per aprirti gli occhi e ricordarti che l'assoluto non esiste. A meno che, non facciamo finta di esserne in possesso, per semplificarci la vita, per vedere in bianco e nero, e non complicarci tutto con tutte le sfumature che il grigio può avere ... per non parlare di una vita a colori ...




2 commenti:

Anonimo ha detto...

A me capita il contrario, le certezze ad ogni bicchiere in più si fanno sempre più forti, inconfutabili. Ma una volta passato il segno mancano le parole adatte per esprimerle, quelle convinzioni.

Anonimo ha detto...

Grazie di cuore della visita e degli auguri, carissima!
Ciao!
Marco