mercoledì 4 giugno 2008

La candela

Mi ricordo quando questa candela era ancora intatta. Come una clessidra mi aiuta a seguire il tempo che se ne va. Che a volte mi chiedo se potessi fermarlo solo soffiando su quella candela. P. è passato oggi, e con gli occhi lucidi mi ha detto "Don't go". "I have to. But i'll come back". Non sono preparata a lasciare questo posto, non sono preparata a tornare.
Intanto la fiamma danza alla voce di Bocelli. Nessuno parla, eppure ci sarebbe tanto da dire.

Mai più così lontano/ Mai più senza il calore/ Che ti scalda il cuore/ E mille giorni /E mille notti/ Senza capire/ Senza sentire/ Senza sapere/ Che non c’è niente al mondo/ Nemmen nel più profondo/ Sei solo tu/ Soltanto tu
Accenno un sorriso e respiro a pieni polmoni il profumo emanato dalla candela. Conforto P., dicendogli che torno presto, e che ancora non me ne vado. E' l'ennesimo addio, al quale anche io e Lui cerchiamo di abituarci, ma a cui alla fine non ci si abitua mai. E questa volta, oltre a me e a Lui, anche a P. non va giù.

Tutto sta nel rendersi conto che le candele si consumano, i giorni passano e l'amarezza resta.

Tutto sta nel rimboccarsi le maniche e non piangersi addosso. Che non c'è tempo e non ne vale la pena.

Tutto sta nel vedere quel bicchiere mezzo pieno,
anzi.. quella candela mezza piena.

Che la parte vuota se ne è andata e, per fortuna,
l'abbiam vissuta.

Take care Folks

1 commenti:

Anonimo ha detto...

La soluzione sono le candele elettriche...
Scherzi a parte, le candele si consumano, ma se ne possono sempre accendere altre, con soluzione di continuità.
Byez