Una folla di americani attorno al bancone, che esibisce un po' di bottiglie di diversi vini italiani e alcuni tipi di formaggio, olio e taralli. Questo liquor store cerca di promuovere la cultura italiana, e io non potevo che intrufolarmi. Non tanto per assaggiare, che tanto solo le marche più sconosciute esportano in America, e ancora devo capire il perchè, bensì per assaporare le espressioni sui volti degli americani. Questa tipa un po' strana con i capelli raccolti in due ciocche attorcigliate sulla nuca, tipo eroina giapponese, ci serve un chianti, muovendo in senso antiorario il bicchiere, e descrivendo il sapore del vino. Attorno a me, una signorona con tanti braccialetti tintinnanti, che tintinnano ogni volta che fa rotolare il vino nel bicchiere, e ogni volta che il bicchiere sfiora le sue labbra rosse. Tin tin tin. Isolata dal mondo, tutto quello che voglio fare è captare le loro parole e i loro gesti, di chi come un bimbo ad un anno di vita cerca di camminare, piano piano, perchè fino a ieri non sapeva neanche che si potesse camminare. E così come quel bimbo, tu, ragazzone biondo, con i calzoni corti e larghi, le tue snickers firmate, cerchi di assaporare qualcosa di nuovo, che fino a ieri non sapevi neanche che esistesse, che fino a ieri il tuo mondo era racchiuso in un'enorme bottiglia di Coca-Cola. Accenno un sorriso. E' divertente come l'entusiasmo per il nuovo, porti queste persone ad appassionarsi alle cose. E' divertente vedere come alcuni commentino con sicurezza il vino che hanno appena assaggiato e si aggirino per gli scaffali dello store come se sapessero con precisione quello che stanno cercando. Di tutta quella gente, probabilmente solo un 20% può distinguere la differenza tra una scatola di cartone con 5 litri di vino, e una bottiglia di Nero d'Avola. Eppure sono lì, col bicchiere in mano, a parlare. Non guidano attraverso un parcheggio per mangiare, non sono a casa a liquidar la cena in 10 minuti senza neanche apparecchiare la tavola. Sono lì ad assaporare del vino, fermi finalmente a parlare, che per un attimo mi sono sentita in Italia per un aperitivo. Persa nelle mie riflessioni, qualcuno mi chiede se "is everything ok ma'am?", e mi risveglio per un attimo "everything's great" "all right.if you need help, call me". Una ragazza dagli occhi di ghiaccio mi invita ad assaggiare il Tuaca, un liquore italiano. Io, che italiana sono, le dico che non lo conosco. Lei ci rimane malissimo, ma lo assaggio lo stesso. Mostro il mio passaporto e esco con un paio di bottiglie di vino. Il caldo mi aggredisce, 35° C con un abbondante 80% di umidità. Il tintinnare dei braccialetti della signora bionda non abbandona le mie orecchie. Tin tin tin.
martedì 13 maggio 2008
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2 commenti:
grazie per essere passata da me a commentare!!!:-)
ti seguirò nelle tue avventure americane
viv occhicheridono!
...passo per un saluto...ciaoooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!! tin tin tin
Petronium
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