Aveva sei anni. La maestra dettava una storia. Non aveva mai chiesto di ripetere le ultime parole come gli altri bambini, era sempre al passo con il dettato, era sempre il numero uno, finchè un giorno non rimase indietro. Lo shock per la scoperta di essere vulnerabile sfociò in un pianto inesorabile. La paura di deludere tutti e di rimanere indietro in un dettato l'accompagnò per grande parte della sua vita. Fece tutto quello che doveva fare, per costanza, per paura, perchè andava fatto. Fino a quel giorno, giorno che cambiò la sua vita. Per la prima volta affermò la sua volontà, ciò che voleva fare. Non fu facile. E non lo fece urlando e agitando le braccia contro chi era responsabile. Ma lo fece piangendo, piangendo tutte le lacrime trattenute da quando aveva sei anni, da quel dettato. Per la prima volta gettò la maschera per essere se stesso e per la prima volta deluse qualcuno. Non se ne curò. Nacque per la seconda volta, acquistò sicurezza e cominciò a vivere. Una serie di decisioni si susseguirono, così come una serie di errori o potenziali tali. Non se ne curò. La voglia di riprendere in mano quel dettato era troppa, la voglia di rimanere indietro appositamente era ancora di più. Solo per poter alzar la mano, e dire fieramente :" Signora maestra. Sono rimasto indietro".
venerdì 16 maggio 2008
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5 commenti:
rimanere indietro.
oggi il mainstream vuole farci credere che significhi essere incapace di stare al passo con il tempo, al tempo di internet. ma non si accorgono che questa visione è superata. sono loro che sono indietro.
nn credo che abbia deluso qualcuno, o fortunatamente nn se ne è curato, perchè gia essere se stessi è una grande cosa e ci si deve ricordare che nn esistono uomini perfetti, ma persone che hanno pregi e difetti come tutti, ebisogna convivere e anche amare queste cose.....Ti offendi se ti aggiungo?se vuoi aspetto una risposta nel mio blog....ciaooooo
Caspita! Sei davvero una brava scrittrice! Complimenti! In poche righe hai riassunto un bellissimo concetto: una vita perfetta non sarebbe vita! ;)
Wow :-))))
Certo, la rinascita parte dall'accettazione di se stessi e la consapevolezza che noi siamo perfetti al di là dei nostri limiti umani.
Quando ho accettato la mia timidezza e la mia emotività e non le ho più combattute, sono stato molto meglio!
Grazie, Deborah, un abbraccio
Prat
@fabiano: non è tanto internet secondo me. Volevo focalizzare l'attenzione sui condizionamenti che riceviamo dall'esterno, come la famiglia, prima ancora di arrivare al potere dei mass media.E anche sul fatto che prima o poi dobbiamo imparare ad accettare i fallimenti.
@vent1equindici: grazie mille!
@prat: grazie a te di essere passato. Hai colto in pieno il post. :D
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